La Giornata della Memoria con la mostra “I ragazzi ebrei di villa Emma”. E poesie, musica per non dimenticare

31 gennaio 2018 alle 20:38

Il Club per l’Unesco di Amalfi anche quest’anno ha portato nelle scuole della Costiera amalfitana il tema della “Giornata della Memoria” riconosciuta da una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005.

Grazie alla collaborazione con l’Anpi Salerno, insieme alle strutture locali dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti e all’ANPPIA, presso l’aula consiliare di Tramonti (il 29 gennaio), i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” hanno potuto conoscere attraverso le immagini della mostra e le parole di Luigi Giannattasio, presidente Anpi Salerno “la storia di Villa Emma, una grande casa padronale a Nonantola, nei pressi di Modena, dove furono nascosti e aiutati a fuggire 73 ragazzi ebrei, è un episodio della seconda guerra mondiale che può considerarsi simbolico della solidarietà che tanta parte della popolazione civile seppe dimostrare agli ebrei perseguitati dai nazifascisti e che ancora oggi ci fa riflettere sull’aiuto, l’umanità di tanta parte della popolazione”.

Il Club per l’Unesco di Amalfi con il gruppo di insegnanti nella Giornata della Memoria

E poi il racconto della storia di un deportato, raccontata da un figlio che ha vissuto sulla sua pelle le “trasformazioni”. Perché un periodo lungo di 20 mesi di detenzione in un campo di concentramento, ti fa diventare un’altra persona. “Mio padre (Luigi Negri, internato militare italiano, ndr) quando è ritornato a casa – ha raccontato il figlio Enzo, intervistato dal giornalista Umberto Adinolfi – era un uomo ormai diverso, non più quella persona gioviale che tutti avevano conosciuto, ma un adulto chiuso dentro sé stesso”. E poi una confessione, fatta proprio ai ragazzi della scuola di Tramonti (la video intervista è stata realizzata appositamente per l’evento): “Anch’io ragazzi sono una vittima del nazifascismo, perché il rapporto con mio padre non è mai stato facile, proprio perché questa detenzione l’aveva profondamente cambiato e indurito”.

Luigi Giannattasio, presidente Anpi Salerno

Gli alunni presenti (II e III classi della scuola secondaria di primo grado) che durante le ultime settimane hanno letto, scritto e disegnato anche l’albero dei ricordi (tante le frasi simboliche raccolte ), stimolati dagli insegnanti, hanno recitato testi da “Se questo è un uomo” di Primo Levi a “Nessun uomo è un’isola” di Brecht, dalla lettura testimonianza di Liliana Segre a riflessioni in lingua francese e inglese.

E poi l’emozionante brano della colonna sonora del film premio Oscar, La Vita è bella, suonato con violino e un “coro” di flauti. “Sono momenti come questi – ha sottolineato la preside Luisa Patrizia Milo – stimolati anche dalle associazioni, a far emergere l’impegno dei nostri insegnanti e degli alunni su temi di interesse collettivo, nella consapevolezza dell’importanza del ricordo della nostra storia”.