World Sustainable Gastronomy Day: BREADeducation con dieci paesi europei

18 giugno 2019 alle 20:07

 

Il progetto BREADeducation è inserito nella giornata del World Sustainable Gastronomy Day che si festeggia in tutto il mondo. 

La “gastronomia sostenibile” può svolgere un ruolo grazie alle sue interconnessioni con le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile promuovendo: sviluppo agricolo; sicurezza del cibo; nutrizione; produzione alimentare sostenibile e conservazione della biodiversità.

BREADeducation” con un intenso workshop che si è svolto dal 3 all’11 maggio in Costiera amalfitana, presso l’antico convento di San Francesco, ha visto venti partecipanti che sono arrivati dalla Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Italia, Macedonia del Nord, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia, e si sono confrontati sul tema del pane e della panificazione, sul suo valore sociale, culturale ed economico, che porterà alla creazione di un laboratorio pedagogico per i ragazzi, all’organizzazione di attività con i giovani, alla realizzazione di video tutorial sui diversi tipi di pane, alla creazione di un magazine con le attività svolte. 

Il gruppo di BREADeducation

Lo scambio culturale è inserito nel programma Erasmus+ ed è organizzato dal Club per l’Unesco di Amalfi, con l’associazione Acarbio e i greci di Solidarity Track e inserito nella giornata internazionale “Sustainable Gastronomy Day” (18 giugno) promossa dall’Unesco anche per ricordare come le risorse non sono infinite, e che il compito di ognuno è quello di preservare e proteggere le diverse culture legate al cibo. 

Tramonti è il comune della Costiera amalfitana che più di altri ha conservato ad esempio la “memoria” del pane integrale biscottato, quello che serviva ai naviganti dell’antica Repubblica marinara di Amalfi, per affrontare mesi e mesi di traversate. In ogni frazione si sfornava (dal X-XIII secolo) pane biscottato, cotto senza sale, in modo che si potesse immergerlo nell’acqua di mare e renderlo così morbido e salato.

Ed è una di quelle storie tramandate, e che sono resistite ai tempi, che affascinano i componenti delle varie organizzazioni che arrivano da città diverse: Ludbreg, Strumica, Málaga, İstanbul, Varaždin, Lublin, Třinec, Ústí nad Labem, Tallinn, Lefkda.

Tutti luoghi così diversi e lontani, legati però anche senza saperlo, dalla cultura del pane, dalla panificazione. E così si sono condivise storie e ricette  tramandate dalle nonne, da vecchi libri di gastronomia, dove si parla di pane nero, pane lievitato con lievito madre; di quello natalizio e quello pasquale; di farina bianca o integrale; di pane con verdure, con semi di girasole, zucca, lino; pane di segale, integrale, di mais.

La cultura del pane unisce e non solo a tavola.